New York, 30 agosto 2017  - Una speranza per i malati di Parkinson viene da una ricerca dell'università di Kyoto. I danni provocati dalla malattia neurodegenerativa sono stati riparati grazie alle cellule staminali che, trapiantate nel cervello delle scimmie, hanno permesso di recuperare le funzioni di nervi danneggiati e veder migliorare i sintomi della malattia. 

Un articolo di Nature racconta dell'importante novità scoperta dal team del dottore Jun Takahashi, che apre la strada alla sperimentazione sull'uomo. Quelli impiantati nello studio sono dei neuroni che rilasciano dopamina (detti dopaminergici), uno dei principali 'messaggeri' chimici del cervello. Quando ci si ammala di Parkinson, questi neuroni iniziano lentamente a morire e senza la dopamina, le cellule che controllano il movimento non possono inviare messaggi ai muscoli. 

Nell'eseprimento i neuroni dopaminergici sono stati derivati dalle cellule staminali pluripotenti indotte (ips) umane, che possono essere prodotte da normali cellule adulte, e a loro volta differenziarsi in qualsiasi tipo di tessuto. Impiantanti nel cervello delle scimmie con i sintomi del Parkinson, i ricercatori hanno osservato un miglioramento significativo nei due anni successivi al loro trapianto. La conferma che questo tipo di terapia funziona nelle scimmie è uno degli ultimi passi necessari per iniziare a trattare l'uomo. "Il nostro lavoro dimostra che i neuroni ricavati dalle cellule ips umane sono sicuri ed efficaci come quelli ricavati dal tessuto fetale", commenta Takashi. 

I ricercatori sperano di iniziare la sperimentazione clinica sull'uomo entro la fine del 2018.