La difficoltà a coniugare dieta e stile di vita è l’aspetto che maggiormente ci fa desistere dal seguire effettivamente un regime alimentare sano. Quanto è antipatico dover rinunciare a momenti con la famiglia o gli amici per via della dieta? La caratteristica principale della dieta flexitariana è, come dice il nome, la flessibilità: è infatti possibile trovare combinazioni che possano adeguarsi alle proprie esigenze.

LE REGOLE DELLA DIETA FLEXITARIANA
Il 40% di quello che mangiamo deve essere frutta o verdura, e naturalmente è preferibile che sia a km 0 o bio. Il 20% dev'essere composto da cereali, strettamente integrali, il 15% da legumi, il 10% da uova e latticini, il 10% da carne e pesce e, infine, il 5% da semi. La dieta flexitariana non prevede quindi troppe restrizioni, ogni tanto infatti si può cedere a qualche coccola, come una fetta di torta. Per iniziarla è necessario rivolgersi a un dietologo che elaborerà 11 piani settimanali diversi, studiati appositamente per il tipo di lavoro e lo stile di vita che si hanno.

VEGETARIANO SIGNIFICA PIÙ SANO?
Spesso chi si approccia alla dieta vegetariana, che è poi un passo precedente a quella flexitariana, ritiene che sia più sana, ma non è sempre così: "Non mettere i vegetali al primo posto ed eccedere con i prodotti da forno è un errore comune, non a caso spesso chi diventa vegetariano ingrassa", ha confermato Lucia Bacciottini, Nutrizionista dell’Università di Firenze. "Le proteine animali hanno un potente effetto anti-appetito e sono essenziali per l’organismo: chi vi rinuncia sostituendole con pasta, pane e simili è sempre affamato e rischia la riduzione di massa muscolare e metabolismo basale". Ecco dunque che la dieta flexitariana diventa un sostituto valido e più facilmente praticabile rispetto a quella vegetariana.

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