Roma, 30 agosto 2017 - A pensarci, uno non direbbe che sono passati così pochi anni da quando la cultura della birra artigianale si è diffusa in Italia e nel mondo. Eppure, non solo abbiamo assistito a un boom impressionante, ma secondo i dati diffusi da Fact.MR (agenzia specializzata in indagini di mercato) la birra artigianale continuerà la sua ascesa anche nel prossimo futuro.

BIRRA ARTIGIANALE, IL CASO ITALIANO
Quando parliamo di boom della birra artigianale, non ci riferiamo a paesi come il Belgio, nei quali questo tipo di bevanda rappresenta un po' ciò che la pastasciutta è qui da noi. Proprio il caso italiano aiuta a fare un esempio significativo: all'inizio degli anni Novanta gli italiani bevevano birre industriali e basta. Nel biennio 1995/1996 alcuni pionieri, influenzati dalla tradizione belga, decisero di non rivendere birra bensì di produrla. Nacquero cosi il Birrificio Turbacci, il Birrificio Italiano, Baladin e il Birrificio Lambrate: partiti come piccoli esperimenti e oggi diventati veri e propri imperi del buon bere.

IL CAMBIAMENTO DEI GUSTI
L'ascesa dei birrifici artigianali è accompagnata da un progressivo cambiamento dei gusti del pubblico: se un tempo la norma era chiedere una chiara, una rossa o una scura, oggi è cresciuto il numero di persone che utilizzano riferimenti più specifici e corretti: c'è chi ordina una bock, chi ha un debole per le pale ale, chi non vive senza una stout. Si cercano un sapore e uno stile di produzione, insomma, non un colore, che non è legato necessariamente al gusto né alla gradazione alcolica.

L'ASCESA CONTINUA E L'EUROPA DOMINA
Nasce da qui il periodo fortunato della birra artigianale, sempre più diffusa, ricercata e costantemente protesa verso una produzione di qualità (se educhi i clienti "verso l'alto", poi non torni più indietro). I dati di Fact.MR confermano la tendenza: fra il 2017 e il 2022 il mercato mondiale continuerà a crescere e l'Europa la farà da padrona, con i microbirrifici a ritagliarsi una fetta importante della torta. C'è un ulteriore motivo di ottimismo, per gli operatori del settore: per quanto le proiezioni di Fact.MR non vadano oltre il 2022, è però accertata la penetrazione massiccia nei mercati di Asia, Giappone e Sudest asiatico, che stanno registrando un'espansione notevole e che presumibilmente continueranno ad alimentare il settore anche dopo il 2022.

COSA BERREMO DA QUI AL 2022?
A livello globale i consumi maggiori sono quelli di birra bock, seguita dalle pale ale e dalle brown ale. L'elemento più interessante è però legato alla crescita delle birre acide, siano esse di produzione belga o statunitense: si tratta di prodotti dal sapore spiazzante, che dividono nettamente il pubblico fra estimatori e detrattori. Ma proprio queste birre artigianali conosceranno, secondo le previsioni, un importante aumento dei consumi.

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