Roma, 28 settembre 2017 - Arriva in Italia una nuova terapia di seconda linea della sclerosi multipla nelle forme recidivanti remittenti. Il nuovo trattamento (daclizumab) ha ricevuto semaforo verde da parte della Commissione Europea l'anno scorso, è stato riconosciuto rimborsabile dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ed è in corso l'inserimento nei prontuari terapeutici.

La molecola si somministra una volta al mese per iniezione sottocutanea, e può quindi essere gestita facilmente a casa. Daclizumab riequilibra il sistema immunitario, contrastando i sintomi tipici della sclerosi a placche.

«Nelle forme recidivanti remittenti, rispetto alle cure ad azione immunosoppressiva, Daclizumab si pone come capofila della famiglia a più elevato effetto immunomodulante, che si traduce nel controllo delle cellule che causano l'infiammazione del sistema nervoso centrale - spiega Antonio Uccelli, ordinario di Neurologia all'Università di Genova e Responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell'Ospedale Policlinico San Martino -. Questo meccanismo è unico nel panorama dei farmaci per il trattamento della sclerosi multipla, perché tende a regolare naturalmente il sistema immunitario per tenere sotto controllo la malattia».

L'approvazione si basa sui dati di due studi clinici, DECIDE e SELECT, che hanno coinvolto in totale oltre duemila soggetti affetti da sclerosi multipla recidivante remittente.

La sclerosi multipla è una malattia cronica che colpisce il sistema nervoso centrale. I sintomi possono essere lievi o gravi, spaziano dall’intorpidimento degli arti a disturbi della vista. Colpisce oltre centomila persone in Italia, la forma relapsing remitting è la più comune, responsabile dell’85% dei casi, caratterizzata da ricadute e remissioni.

Daclizumab, commercializzato in Italia da Biogen, è dal punto di vista tecnico un anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato che si lega selettivamente alla subunità CD25 del recettore ad alta affinità per l’interleuchina 2 (IL-2). CD25 è espressa ad alti livelli sui linfociti T reattivi, responsabili del danno nelle fibre.

«Abbiamo nel portfolio sei farmaci per il trattamento della sclerosi multipla – commenta Giuseppe Banfi, amministratore delegato di Biogen Italia – terapie in grado di rallentare e modificare la progressione e la storia clinica della malattia Fino a pochi anni fa le persone con sclerosi multipla andavano incontro a disabilità nell’arco di 15-20 anni. Oggi è possibile garantire loro una vita attiva e allontanare la prospettiva della disabilità».

Alessandro Malpelo, QN Quotidiano Nazionale