L'Epifania è da tutti i bambini collegata all’arrivo della Befana, una vecchietta vestita di stracci a bordo di una scopa, che porta il carbone ai bimbi cattivi e dolcetti e caramelle ai più buoni. Ecco come raccontarla ai bambini e festeggiarla serenamente.

LA BEFANA FA PAURA?

Nel buio della notte tra il 5 e il 6 gennaio, volando a cavallo della sua scopa sgangherata, arriva una nonnina brutta e mal vestita, dall’aspetto spiacevole e capace di punire i bambini più monelli. Diversamente da Babbo Natale, visto come un dolce vecchietto sorridente, la cui venuta è attesa per tutto l’anno dai più piccoli, la befana spaventa e non fa dormire sonni tranquilli. Cercate di ironizzare sugli aspetti negativi della befana e non calcare troppo la mano su alcune caratteristiche che possono mettere ansia o agitare i bambini, come i porri sul naso o la cattiveria della befana.

LA STORIA DELLA BEFANA

Se l’Epifania si festeggia nella religione cattolica per l’arrivo dei re Magi, l’origine della tradizione della Befana è pagana. Deriva infatti da riti propiziatori che risalgono al X e VI secolo a.C. legati all’agricoltura e al raccolto, ereditati poi dai Romani, che credevano che nelle dodici notti tra la fine dell’anno solare e il solstizio invernale delle figure femminili volassero sui campi coltivati così da portare fortuna e ricchezze.

RIEMPIAMO LE CALZE
Per divertire i bambini e dimenticare la paura della Befana, possiamo insieme a loro istituire dei riti da ripetere ogni anno, come quello delle calze: acquistatene una per ciascun membro della famiglia e fatevi aiutare dai piccoli nell’appenderle la sera prima del 6 gennaio. L’attesa sarà tanta al risveglio per scoprire come avrà lasciato la befana nelle calze.

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