L'adolescenza è un periodo strano. Non più bambini, ma non ancora adulti, i ragazzi si ritrovano a fronteggiare piccoli e grandi problemi quotidiani, che, visti con i loro occhi, vengono ingigantiti. Oltre al litigio con l'amica, la prima cotta caratterizzata dai classici tira e molla, i brutti voti a scuola e i cambiamenti a livello fisico, un adolescente deve capire quale ruolo ricoprire nel mondo, cosa fare della sua vita, e per farlo deve affrancarsi dalla protezione dei genitori, figure ingombranti ma necessarie affinché questo processo vada a buon fine. La partita si gioca tutta su una pedina fondamentale, quindi: quella dell'autostima, che a quell'età è sempre molto bassa. Come fare per aiutare i propri figli a prendere sicurezza in se stessi? Ecco qualche consiglio per i genitori, da mettere in pratica con parsimonia: in quel periodo ci vuole un secondo a risultare invadenti.

ASCOLTATELO
A quell'età, la cosa più difficile è imbastire un dialogo, ma cercate di stargli vicino, di parlare, anche solo del più e del meno, di chiedergli un'opinione sulle decisioni da prendere in famiglia. Questo lo farà sentire importante e lo aiuterà a sviluppare uno spirito critico e di problem solving. Negli scontri, cercate di non alzare la voce e di mettervi nei suoi panni: per lui, un litigio con voi equivale a un dissidio insormontabile. Fategli capire le vostre ragioni, dove ha sbagliato e come può fare per non commettere più errori. Dimostrate nei fatti l'esempio che deve seguire.

SPRONATELO AD ASSUMERSI LE SUE RESPONSABILITÀ
Se ha sbagliato, fateglielo notare e invitatelo a prendersi le sue responsabilità: a quell'età è facile giustificare i suoi comportamenti, anche quelli più scorretti, e poi rispondere voi al posto suo. Fategli capire il peso, le ripercussioni dei suoi atteggiamenti: comprendere che una conseguenza può cambiargli tutta la vita potrebbe indurlo a non farlo più.

LODATELO MA SENZA ESAGERARE
Al contrario, se ottiene dei successi, gratificatelo: ok che è suo dovere andare bene a scuola, ma ogni tanto dimostrategli che lo seguite nel suo percorso, che è stato bravo a ottenere quel risultato. Fare dei complimenti significa lavorare o studiare con più slancio, incentivarlo a fare sempre meglio.

PONETE DEI LIMITI
Da sempre, è più facile e comodo dire dei sì che dei no. Ma sono i no che l'aiutano a crescere. Ponete dei paletti, delle regole che deve rispettare: l'orario di rientro, i compiti che gli spettano in casa, il budget mensile a sua disposizione (insegnandogli anche dei trucchi su come meglio amministrarlo), l'uso del telefonino in casa e fuori... Cercate però anche di non essere rigidi sulle vostre decisioni, ma abili a negoziare: non devono somigliare a dei diktat, ma a dei compromessi, qualcosa che soddisfa entrambe le parti.

AIUTATELO A FISSARE DEGLI OBIETTIVI
A quest'età, vostro figlio è ancora confuso, soprattutto riguardo al futuro: non imponete le vostre scelte, ma aiutatelo a comprendere qual è la sua strada, le abilità in cui eccelle. Se voi sognavate per lui un futuro da avvocato, ma sembra interessato solo al disegno e fa dei ritratti strepitosi, non spezzategli i sogni solo basandovi sul mero andamento del mercato del lavoro: incentivatelo a essere il migliore e supportatelo. Poi fissate insieme gli obiettivi da centrare per avere successo nella vita. Voi siete il suo punto di riferimento, non siate disfattisti a priori.

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