Rimini, 7 novembre 2017 - Gli investigatori, coordinati dalla Procura della Repubblica di Rimini, sarebbero a un passo dall’individuare il responsabile dell’uccisione del lupo massacrato a colpi di bastone, infilzato con un forcone e infine appeso a una pensilina del bus a Coriano (Rimini). 
Le riprese delle telecamere di sorveglianza, incrociate con i tabulati telefonici, starebbero per dare un volto a colui che con tanta crudeltà ha infierito contro un lupo. E' quanto riferisce una nota della LAV. 

“Contro i lupi si sta scatenando una vera e propria caccia alle streghe – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV Area Animali Selvatici – non passa settimana che non venga riportata notizia relativa ad atti di bracconaggio nei confronti dei lupi, vittime di un gravissimo e cruento scontro sociale per il quale lo Stato ha chiare responsabilità.”  

Da più di un anno, infatti, il Piano di conservazione del lupo, che prevede importanti misure per prevenire i conflitti con le attività umane, è bloccato al Ministero dell’Ambiente, “è ormai ben più di un anno che chiediamo che il piano sia approvato con urgenza, escludendo il capitolo che prevede la possibilità di uccidere i lupi – prosegue Vitturi – ma il Ministro Galletti è fortemente contrario a questa ipotesi ritenendo, anzi, che l’uccisione di una quota di lupi possa essere utile a prevenire gli atti di bracconaggio”.  
Una sorta di “bracconaggio legalizzato”, uno stravolgimento della giustizia sociale che alla fine comporta comunque l’inutile uccisione degli animali, considerando che è oramai ampiamente, e scientificamente, dimostrata l’efficacia dei metodi di prevenzione incruenta delle predazioni da parte dei lupi. 

“I lupi rappresentano per Legge un patrimonio dello Stato, per questo chiediamo che il Ministero dell’Ambiente si costituisca parte civile nel processo che sarà avviato nei confronti del responsabile dell’uccisione del lupo in provincia di Rimini. Il ministro Galletti non può più stare a guardare facendo finta di nulla, deve prendere posizione e dire chiaramente ai cittadini se vuole difendere la legalità oppure girarsi dall’altra parte continuando a tollerare criminali atti di bracconaggio”, conclude Vitturi.
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