Roma, 25 ottobre 2017  - "Dopo le nuove richieste rivolte ieri dalla Regione Toscana al Governo di autorizzare l'abbattimento del 5% della popolazione, pari a circa 25 esemplari", il Wwf denuncia "il carattere puramente demagogico della richiesta". L'assessore all'Agricoltura Marco Remaschi "sa benissimo che la richiesta degli abbattimenti, cosi' come e' formulata, non potra' mai essere accolta dal ministero dell'Ambiente - sostiene il Wwf - perche' non rispetta i requisiti richiesti dalla Direttiva Habitat, che prevede la possibilita' di deroghe ma solo se la popolazione e' in buono stato di conservazione in casi assolutamente particolari e circostanziati, in cui le migliori azioni di prevenzione sono gia' state messe in atto in azienda ma non sufficienti ad evitare notevoli e reiterati danni economici e in Toscana siamo ben lontani da questa situazione". Lo si legge in un comunicato del WWF Italia in risposta alla richiesta della Regione Toscana di procedere all'abbattimento del 5% della popolazione dei lupi nella regione.

"Per aiutare concretamente gli allevatori", prosegue la nota del Wwf, "regioni e province attivino su tutto il loro territorio programmi di prevenzione efficaci, affiancando agli allevatori tecnici preparati che studino con loro le soluzioni di prevenzione migliori per ciascuna realta' e riconoscendo i costi accessori della loro messa in atto, accedendo agli ingenti fondi europei per l'agricoltura". Nel caso dei danni da lupo, infatti, "la Commissione Europea conferma ancora una volta che non devono sottostare al regime di de minimis", spiega il Wwf.

"È importante, inoltre riconoscere, il valore delle aziende virtuose che, facendosi carico della situazione, hanno adottato autonomamente misure anche impegnative che hanno riportato le predazioni a livelli sostenibili con adeguati indennizzi, come hanno fatto ad esempio gli allevatori di DifesAttiva (www.difesattiva.info) nel grossetano, dove oggi sono stati presentati alcuni dei risultati preliminari del progetto LIFE MedWolf (www.medwolf.eu), in scadenza quest'anno, che ha visto tra i partner tutti i portatori di interesse, dalle associazioni ambientaliste a quelle di categoria - conclude l'associazione del Panda - Non dobbiamo lasciare gli allevatori da soli a confrontarsi con un problema complesso. Il Wwf Italia con le donazioni raccolte dai nostri sostenitori sta sostenendo l'adozione di cani da guardiania e supportando la ricerca scientifica su cui basare ogni scelta gestionale. Le regioni adottino prontamente il Piano di Gestione e Conservazione mettendo la parola fine su abbattimenti che, sommandosi al bracconaggio ancora fortissimo, non farebbero che acuire sia il problema dell'ibridazione che quello dei danni al bestiame", conclude il WWF.
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