Roma, 4 ottobre 2017 - Terza decisiva condanna per Green Hill, l’allevamento bresciano di cani beagle “da sperimentazione”: la Corte di Cassazione ha rigettato ogni parte del ricorso presentato dagli avvocati che difendono l’allevamento. Per la LAV, parte civile in questa complessa vicenda giudiziaria, si tratta di una vittoria epocale, senza precedenti. 

“Dopo le condanne in primo e in secondo grado dei vertici di Green Hill per “maltrattamenti e uccisioni senza necessità” che avevano già inchiodato il medico veterinario, il co-gestore e il direttore dell’allevamento di beagle alle loro responsabilità penali con una condanna complessiva a 4 anni, sospensione dell’attività per due anni e confisca dei cani, la Corte di Cassazione ha definitivamente smantellato il teorema del cane-prodotto “da laboratorio” e “usa e getta”, ponendo il proprio sigillo sulla corretta interpretazione giurisprudenziale del diritto per le violazioni commesse ai danni di tanti cani. Una interpretazione innovativa e lungimirante, che pone in nostro Paese in una posizione di assoluta avanguardia, orientandolo  al rispetto delle esigenze etologiche anche in cani allevati e destinati ad uso sperimentale.- spiega la LAV - In altri termini, secondo tale importantissima pronuncia e secondo quanto stabilito dal Tribunale di Brescia nelle due precedenti sentenze, il maltrattamento non è giustificabile neppure in un contesto produttivo di potenziale elevata sofferenza come un allevamento di cani per la sperimentazione. Un orientamento in linea con l’accresciuta sensibilità collettiva verso gli animali e con il divieto di allevare cani a fini sperimentali e altre limitazioni, introdotto nel nostro Paese nel 2014 con il Decreto Legislativo n.26/2014 sulla sperimentazione animale: con questo Decreto e ora con questa sentenza di Cassazione l’Italia compie un vero salto in avanti nella tutela giuridica degli animali” riporta la nota della LAV.
 
Dopo la pronuncia della Cassazione, il 22 novembre il Tribunale di Brescia dovrà esprimersi nel cosiddetto processo "Green Hill bis" che vede imputati due veterinari Asl per falso ideologico, omissioni e alcuni dipendenti della società per falsa testimonianza: "Sarà un`occasione importante per accertare complicità e omissioni in maltrattamenti e uccisioni 'facili'", conclude la Lav. L’associazione ringrazia gli avvocati Vittorio Arena e Carla Campanaro per la puntuale assistenza fornita, insieme allo staff dell’Ufficio Legale LAV, e dedica questa decisiva sentenza al dottor Maurizio Santoloci, per anni Direttore dell’Ufficio Legale della LAV ma prematuramente scomparso a gennaio, al nostro fianco nella battaglia contro Green Hill e in tante altre delicate vicende giudiziarie, conclude la nota.
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