Sassuolo, 3 gennaio 2018 - Da qualche tempo un piccolo gruppo di cinghiali si è insediato lungo il fiume Secchia, nel territorio del Comune di Sassuolo.  I cinghiali, come noto, sono animali di notevole interesse per i cacciatori, i quali nel corso degli anni li hanno illegalmente immessi sul territorio allo scopo di procurarsi quante più prede possibili a cui sparare. Da anni i cacciatori, grazie alle modifiche introdotte nella legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici, sono riusciti a garantirsi la possibilità di poter sparare ai cinghiali lungo tutto il corso dell’anno. Ma la caccia continua a dimostrarsi del tutto inefficace nel contenimento numerico degli animali, come dimostrato dal fatto che - come accade a Sassuolo - i cinghiali colonizzano nuovi territori. Il 2 gennaio il Comune di Sassuolo ha quindi decretato la condanna a morte dei cinghiali residenti nel suo territorio, che sarà eseguita il 4 gennaio. Così riporta una nota della LAV.

“La decisione del Comune di Sassuolo, attuata in collaborazione con la Polizia Provinciale di Modena, oltre a essere estremamente crudele, è del tutto inutile – commenta Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici della LAV - perché il territorio liberato dalla loro presenza, sarà rapidamente colonizzato da altri animali in cerca di cibo. Ancora una volta si vuole applicare la semplicistica soluzione dell’eliminazione fisica degli animali, nella piena consapevolezza della sua inefficacia.” 
Questa mattina l’Ufficio Legale della LAV ha inviato una diffida al comandante della Polizia Provinciale di Modena e al Sindaco di Sassuolo, nella quale vengono evidenziate le gravi violazioni di norme regionali e nazionali che si compirebbero nel caso in cui i cinghiali dovessero essere uccisi. Violazioni che comporterebbero l’incriminazione dei responsabili  per uccisione di animali non necessitata, ai sensi dell’art.544 bis del Codice Penale.

Infatti gli atti amministrativi che consentirebbero l’intervento dei cacciatori, fanno riferimento alla vecchia legge regionale che delegava alle province la responsabilità dell’adozione dei cosiddetti “Piani di controllo”. Ma da febbraio 2016 la competenza è passata in capo alla Regione, quindi ogni intervento eseguito in osservanza di disposizioni oramai superate costituisce un vero e proprio atto di bracconaggio che comporta la violazione del Codice Penale, sottolinea LAV.
“Siamo pronti a denunciare chiunque dovesse rendersi responsabile anche solo del ferimento di un cinghiale – conclude Vitturi - domani 4 gennaio gli attivisti LAV saranno presenti sul luogo per assicurarsi che non sia sparato un solo colpo di fucile, in caso contrario raccoglieranno ogni elemento utile per l’incriminazione dei responsabili.” 

Esistono soluzioni realmente efficaci che possono prevenire eventuali incidenti stradali con gli animali selvatici: se il Comune di Sassuolo è veramente preoccupato può trarre spunto ad esempio dal progetto Life Strade, l’unico che garantisce concretamente la sicurezza degli automobilisti e non il sanguinario ed inefficace passatempo dei cacciatori, conclude la nota.
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