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PRESIDENZIALI 2008

Hillary, l'unica donna vice di Obama
Sfuma il 'ticket' con Caroline Kennedy

L'accordo, secondo gli addetti ai lavori, sarebbe stato raggiunto tra i due ex rivali nel faccia a faccia tenutosi in gran segreto e lontano dagli occhi dei reporter, giovedì scorso a Washington

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gli sfidanti: barak Obama e Hillary clinton New York, 9 giugno 2008 - Il senatore di Chicago Barack Obama, candidato democratico alle prossime presidenziali, non avrà altra donna vice al di fuori dell'ex first lady Hillary Clinton. E' l'accordo che, secondo gli addetti ai lavori, i due ex rivali nella corsa per la nomination, avrebbero raggiunto nel faccia a faccia tenutosi in gran segreto e lontano dagli occhi dei reporter, giovedì scorso a Washington. Sabato Clinton ha rinunciato ufficialmente alle ambizioni presidenziali, chiedendo ai suoi sostenitori di mettere da parte il rancore e appoggiare la candidatura dell'avversario.

 

L'accordo escluderebbe dalla rosa dei possibili candidati alla vice presidenza alcuni nomi circolati nelle ultime settimane. Dalla governatrice del Kansas Kathleen Sebelius, alla governatrice dell'Arizona Janet Napolitano a Caroline Kennedy, la figlia dell'ex presidente John Fitzgerald Kennedy, un idolo di Obama. Va detto che Caroline Kennedy non è mai stata veramente inclusa nella lista ristretta dei 'papabili'. Obama l'ha scelta come nome di spicco per guidare, insieme agli insider democratici Eric Holder e Jim Johnson, la squadra incaricata di selezionare il vice: sarebbe improbabile che Kennedy selezionasse se stessa...

 

Secondo questa tesi, se Obama scegliesse Sebelius o un'altra donna come vice, sarebbe di un grande affronto per Clinton e i suoi 18 milioni di elettori: l'ex first lady è diventata una sorta di icona del femminismo con la sua quasi vittoria nelle primarie, e ha un sostegno molto forte tra le tute blu, nell'America profonda delle campagne e nella regione degli Appalachi. Sono elettori che Obama non si può permettere di scontentare.

 

Il "ticket dei sogni" di Obama e Kennedy è stato rilanciato qualche giorno fa da un editoriale dell'attivista californiana Linda Milazzo sul sito Huffington Post; un post che però è un'opinione personale dal sapore vagamente anti-clintoniano. E se non sarà Clinton, allora? Tra i probabili candidati alla vice presidenza ci sarebbe il senatore della Virginia Jim Webb, un democratico dal passato repubblicano, ex segretario alla Marina nell'amministrazione di Ronald Reagan, autore di sette romanzi sulla guerra in Vietnam.

 

Sempre dalla Virginia arriva un altro nome, quello del governatore democratico Tim Kaine. Inutile dire che lo Stato, che ha votato per l'attuale presidente repubblicano George W. Bush, è considerato da Obama una potenziale conquista a novembre.

 

Tra gli altri nomi circolati ci sono quelli del senatore dell'Indiana Evan Bayh, un sostenitore di Clinton della prima ora, il governatore del New Mexico Bill Richardson, un ex candidato alla presidenza e un ex ministro di Bill Clinton, salito con entusiasmo sul carro di Obama.

 

Vanno tenuti in consideraziona anche i governatori dell'Ohio Ted Strickland, popolarissimo nello Stato, e della Pennsylvania Ed Rendell. Specialmente il primo potrebbe consentire a Obama di sfondare in uno Stato cruciale per la conquista della Casa Bianca, uno Stato andato a Bush per un soffio di voti quattro anni fa.
 

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