Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

IL RAPPORTO CENSIS

L'Italia? "E' una mucillagine sociale"
Internauti in crescita: sono 21 milioni

Il Rapporto sulla situazione sociale del paese descrive una popolazione caratterizzata da un'inerzia diffusa "senza chiamata al futuro". Consumi: si spende meno per gli alimentari e più per i servizi. Mutui, 530mila famiglie a rischio insolvenza Commenta

Shopping Roma, 7 dicembre 2007 - "Una mucillagine sociale che inclina continuamente verso il peggio". Così il Censis descrive la realtà italiana, costituita da una maggioranza che resta "nella vulnerabilità, lasciata a se stessa", "più rassegnata che incarognita", in un'inerzia diffusa "senza chiamata al futuro".

 

La realtà diventa ogni giorno "poltiglia di massa - spiega il Rapporto sulla situazione sociale del paese - indifferente a fini e obiettivi di futuro, ripiegata su se stessa"; la società è fatta di "coriandoli" che stanno accanto per pura inerzia.

 

Una minoranza industriale, dinamica e vitale, continua nello sviluppo, attraverso un'offerta di fascia altissima del mercato, produzioni di alto brand, strategie di nicchia, investimenti all'estero; cresce così la voglia di successo degli imprenditori e il loro orgoglio rispetto al mondo di finanza e politica. Ma "siamo dentro una dinamica evolutiva di pochi e non in uno sviluppo di popolo": "la minoranza industriale va per proprio conto, il governo distribuisce 'tesorettì", ma lo sviluppo non filtra perchè non diventa processo sociale e la società sembra adagiata in un'inerzia diffusa. Lo sviluppo di una minoranza non ha saputo rilanciare i consumi e la maggioranza si orienta per acquisizioni low cost e su beni durevoli, senza un clima di fiducia.

 

L'italiano medio dovunque giri lo sguardo sembra pensare di fare esperienza del peggio: nella politica, nella violenza intrafamiliare, nella micro-criminalità e nella criminalità organizzata, nella dipendenza da droga e alcool, nella debole integrazione degli immigrati, nella disfunzione delle burocrazie, nella bassa qualità dei programmi tv.

 

La minoranza industriale, dinamica e vitale, non ce la fa a trainare tutti, visto che è concentrata sulla conquista di mercati ricchi e lontanti, con prodotti a prezzo così alto che non possono scatenare effetto imitativo. La pur indubbia ripresa - fa notare il Censis - rischia di essere malata se non si immette fiducia nel futuro. La classe politica, scossa dalla ventata di antipolitica, non può fare da collettore di energie.

 

Solo delle minoranze "possono trovare la base solida da cui partire" e "sprigionare le energie necessarie per uscire dallo stallo odierno"; si tratta delle minoranze che fanno ricerca e innovazione, giovani che studiano all'estero, professionisti che esplorano nuovi mercati; chi ha scelto di vivere in realtà locali ad alta qualità della vita; minoranze che vivono l'immigrazione come integrazione, che credono in un'esperienza religiosa e sono attente alla persona, che hanno scelto di appartenere a gruppi, movimenti, associazioni, sindacati. Le diverse minoranze dovranno gestire da sole una sfida faticosa, immaginando spazi nuovi di impegni individuali e collettivi: una sfida assolutamente necessaria - per il Censis - per allontanare l'inclinazione al peggio che "fa rasentare l'ignomina intellettuale e un'insanabile noia".

 

I CONSUMI

Si spende meno per i prodotti alimentari e di più per i servizi, aumenta il ricorso alle rate, si va a caccia di sconti e di offerte promozionali, ma sempre con un occhio alla qualità. E allo stesso tempo non si fa a meno del cellulare. Il 74% degli italiani si sente 'poverò e dopo l'introduzione dell'Euro che per il 90% ha infiammato i prezzi, rivede in un'ottica strategica il proprio budget familiare e i consumi.

 

Il quadro complessivo è quello che, dopo anni di tensione sul fronte dei prezzi, il consumatore italiano è in crisi, disorientato, incapace di avere un rapporto rilassato con il denaro e a tratti spinto ad un consumismo piuttosto marcato. Dati alla mano, nel periodo 2000-2004, secondo gli italiani, i redditi reali sono cresciuti appena dello 0,5% annuo e cioè ben al di sotto dell'inflazione, e nemmeno per gli anni a venire si aspettano consistenti aumenti. Le spese per consumi nel periodo 2001-2006 hanno avuto invece un tasso medio annuo di crescita inferiore all'1%. Con il passare del tempo, il 74% dichiara quindi di avere meno risorse di quanto soggettivamente ritenuto necessario ed il 36% teme addirittura di correre il rischio di cadere in uno stato di povertà.

 

Insomma, rileva il Censis, non c'è tanto o solo una crisi dei consumi quanto "una crisi del consumatore, impaurito all'idea di non disporre di risorse economiche sufficienti per far fronte alle proprie spese, impaurito dalla mancanza di certezze per l'immediato futuro".

 

MUTUI

Ammontano a 530 mila le famiglie italiane a rischio di insolvenza per i mutui. Il direttore generale del Censis Giuseppe Roma: «Siamo il Paese con la percentuale di indebitamento più bassa fra i paesi occidentali - ha detto Roma - ma fra i 2,4 milioni di famiglie che hanno in essere un mutuo circa 420 si trovano in difficoltà e 110 mila potrebbero avere problemi di insolvenza». Appunto 530 mila in totale.

 

INTERNET

I giovani, dai 18 ai 29 anni di età, si collegano ad Internet da casa; gli over 30 dal posto di lavoro.
E solo l'11,7% degli anziani naviga in rete. L'80% dei 21 milioni di internauti si connette dalla propria casa: di questi, il 48,2% sono giovani. Chi ha tra i 30 e i 44 anni, invece, tende a collegarsi solo dall'ufficio (11%), anche se il 20% lo alterna alla connessione casalinga.

 

Pochi invece gli anziani che si avventurano nel 'cyber-mondo', anche se sono in aumento rispetto al passato. Il popolo degli internauti cresce sempre di più: ben 21 milioni di italiani usano Internet, di cui quasi la metà ha più di 18 anni. L'internauta italiano è uomo ed è giovane: oltre la metà di chi si collega alla rete, infatti, è uomo e l'80% ha un'età tra i 18 e i 29 anni e naviga su Internet prevalentemente per cercare informazioni e scambiare e.mail, file musicali o filmati. Solo un terzo del popolo di Internet è composto da donne, che entrano nel mondo online soprattutto per prenotare e organizzare viaggi (38% contro il 29% degli uomini).

 

LAVORO

Una ridotta capacità del mercato di produrre posti di lavoro, un protagonismo meno evidente del lavoro a termine e un rallentamento nell'accesso degli stranieri al gioco degli scambi economici caratterizzano lo scenario economico attuale, secondo l'analisi contenuta nel Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese 2007.

 

Accanto a queste valutazioni, si segnala «la costante riduzione del lavoro autonomo nel paniere italiano della condizione professionale»: «Le posizioni di lavoro indipendente si stanno contraendo - si legge nel rapporto: - dal 2004 al 2006 il lavoro indipendente si è contratto di un valore pari allo 0,5%. Dal primo al secondo trimestre del 2007, questa stessa condizione lavorativa si è contratta ancora dello 0,5%, in continuità con un trend che sembra ormai segnare lo sviluppo del nostro mercato del lavoro».

 

Si segnala inoltre la riscoperta delle professioni tecniche, a lungo penalizzate, rispetto a quelle intellettuali: tra il 2004 e il 2006, ben il 90% dei 584mila nuovi posti di lavoro hanno interessato profili tecnici intermedi, il cui incremento è stato in questi anni del 12%, quattro volte superiore a quello registrato dall'occupazione nel suo complesso. In particolare le professioni d'azienda (contabili, addetti al trattamento delle informazioni, corrispondendi in lingue, ecc.) sono aumentate di oltre 126mila unità (+12,3%), le professioni paramediche di 76mila unità (+15,1%), i tecnici delle scienze ingegneristiche di 59mila unità (+11,9%). Tra le profesioni «minori», in crescita i tecnici dei servizi sociali (+22,3%), i tecnici dei servizi ricreativi e culturali (+20,7&), le professioni del turismo (+21m9%).

 

Per quanto riguarda l'occupazione femminile, nonostante la creazione tra il 2004 e il 2006 di un milione di posti di lavoro per le donne, il tasso di occupazione femminile non ha registrato i livelli di crescita auspicati, passando dal 48,4% del 2000 al 50,8% del 2006 e confinando per l'ennesimo anno consecutivo l'Italia all'ultimo posto nella graduatoria europea del livello di attività.

 

IMMIGRATI

Negli ultimi cinque anni, a fronte di una crescita media degli stranieri residenti in Italia dell'89,7% (da 1.594.373 del 2002 a 2.938.922 del 2006), quelli provenienti dall'Europa del'est sono cresciuti del 134,2% e i romeni del 260,1%, passando dai 95.039 del 2002 ai 342.200 del 2006 e diventando la terza comunità in Italia per numero di residenti.

 

«Di pari passo con la crescita delle presenze, vi è stato un aumento dei romeni sulla scena del crimine - si legge nel rapporto. - Nel periodo 2004-2006 i cittadini romeni compaiono al primo posto tra gli stranieri denunciati per numerosi reati, come i furti con destrezza (37% degli stranieri denunciati e 24,8% del complesso dei denunciati)». All'aumento dei romeni denunciati corrisponde una crescita costante dei detenuti romeni, che nel mese di giugno erano 2.267, vale a dire il 5,2& dei detenuti e il 14,5% di quelli stranieri.

  • 07/12/2007 12:17

    viva l'estero italia paese di veline,esaltati,nudo in televisione,urlatori,casinisti viva l'inghilterra paese di persone normali e meno esaltati sport preferito degli italiani comperare plasma,tv cellulari e piangere alla fine del mese
  • 07/12/2007 15:31

    Che dire, questo titolo è alquanto scandaloso in quanto il pezzo parla maggiormente di lavoro, di internet parla solo per poche righe. Quindi sarebbe , meglio scrivere titoli più corenti !!
  • Sono presenti 2 commenti
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Paolo Maldini

Maldini: "Mi ritiro
a giugno comunque"

Nella prima conferenza stampa Fifa tenuta dai rossoneri a Yokohama dopo l'arrivo in Giappone per il Mondiale Club, Paolo ha smentito la notizia secondo cui, a 39 anni, avrebbe deciso di chiudere la sua carriera proprio al termine di questa competizione - LEGGI LA NOTIZIA